BENVENUTI - TERVETULOA - VäLKOMMEN

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domenica 7 febbraio 2010

Il design finlandese


Le caratteristiche fondamentali del design finlandese sono la funzionalità e le linee pulite. Un tempo gli oggetti erano prodotti manualmente con l'ausilio di pochi utensili per cui dovevano essere semplici e pratici da usare. Famosi stilisti, specialmente degli anni 50, come Kaj Franck, Timo Sarpaneva e Tapio Wirkkala hanno aperto la strada al moderno design finlandese dalle caratteristiche linee semplici e pulite. Il design finlandese è parte della vita quotidiana, i servizi da tavola di Arabia, i tessuti Marimekko ed i bicchieri Ittala si possono facilmente incontrare nelle case come nei ristoranti più raffinati. Il Design Forum Finland ed il Design District di Helsinki sono dei luoghi dove è possibile ammirare le esposizioni del design finlandese.

sabato 30 gennaio 2010

Firenze - Breve storia della città


Risalgono al IX sec. a.C. le prime tracce di insediamenti umani, riconducibili agli etruschi, nell'area fiorentina. Nel 59 a.C. dei veterani dell'esercito romano fondarono una città, dandole il nome Florentia, che fu posta sotto la protezione del dio della guerra Marte. Lo stesso Dante, nel Paradiso, ricorda la presenza di una statua di Marte nei pressi di Ponte vecchio. Il nome della città potrebbe alludere al periodo in cui essa fu fondata, durante cioè i Ludi Florales (antenati della festa del Calendimaggio), con un significato anche augurale, di “città che deve fiorire”. La sua posizione geografica in prossimità della Cassia, la navigabilità dell'Arno sino al mare, la resero ben presto un fiorente centro commerciale e di comunicazione. Dopo varie vicissitudini dovute all'invasione dell'Impero romano da parte dei barbari che portò la città a far parte del ducato di Lucca, Firenze riacquistò la sua indipendenza con l'avvento di Carlo Magno e con Lotario, suo successore, che la designò come una delle 7 città italiane sedi di studi superiori. Costituitasi in Comune autonomo alla morte di Matilde di Canossa, fu teatro di aspre contese tra guelfi (pro papato) e ghibellini (pro impero). La famiglia dei Medici conquistò il potere nel 1434 e lo mantenne ininterrottamente sino al 1737, tranne che per un breve periodo in cui governarono i ghibellini, dando alla città l'impronta che ancora oggi la distingue. Estintasi la dinastia dei Medici con Anna Maria Luisa, il Granducato di Toscana, nato con Cosimo I dei Medici nel 1570, passò nel 1737 sotto il dominio dei duchi di Lorena imparentati con gli Asburgo. Con l'unità d'Italia, Firenze divenne capitale nel 1865 fino al 1871. Attualmente Firenze è il capoluogo della regione Toscana, conta poco più di 350.000 abitanti ed è una delle città più belle e più visitate al mondo.
Foto: Corot - Firenze vista dai giardini di Boboli.

mercoledì 20 gennaio 2010

Pillole di Finlandia


Suddivisione amministrativa.
Attualmente la Finlandia è divisa in:
6 province (in finlandese si chiamano lääni, in svedese län).
I nomi delle 6 province sono:
Finlandia meridionale, Finlandia occidentale Finlandia orientale, Oulu Lapponia, Åland (provincia a statuto autonomo).
Le province sono suddivise in 20 regioni (in finlandese maakunta, in svedese landskap) che non detengono poteri amministrativi, ma hanno una caratterizzazione da un punto di vista storico-culturale.

Le regioni a loro volta sono divise in 74 sotto-regioni (in finlandese seutukunta, in svedese ekonomisk region)
Le sottoregioni sono suddivise in 432 comuni (in finlandese kunta, in svedese kommun).

domenica 17 gennaio 2010

Il Parlamento finlandese - Eduskunta


Eduskunta è il nome con cui i finlandesi chiamano il loro Parlamento. E' un Parlamento unicamerale composto da 200 membri. La sede del Parlamento è la Eduskuntatalo (letteralmente, casa del Parlamento) che si trova ad Helsinki all'inizio della Mannerheimintie.

Il Parlamento unicamerale è stato istituito nel 1906, quando la Finlandia era ancora un granducato autonomo sotto la potestà dello zar di Russia.

La Finlandia ha dichiarato la sua indipendenza il 6 dicembre 1917 e nell'inverno del 1918 è scoppiata la guerra civile finlandese nella quale monarchici e repubblicani hanno lottato per quale forma di governo adottare. Nel luglio del 1919 la Finlandia è diventata una repubblica.

I 200 membri del parlamento unicamerale, eletti a suffragio universale, costituiscono l'organo che detiene il potere legislativo nel paese. Il parlamento approva le leggi, prende decisioni sul bilancio dello stato, ratifica i trattati internazionali e supervisiona le attività del governo. È anche facoltà del parlamento modificare la costituzione, tenendo conto del potere di veto del presidente.
L'iniziativa legislativa può essere presa dal governo o da un membro del parlamento. Per le modifiche costituzionali gli emendamenti devono essere approvati due volte, in due differenti periodi elettorali, divisi da una elezione.
I membri del parlamento godono dell'immunità parlamentare: ciò implica che non possano essere perseguiti o arrestati per le loro azioni senza l'approvazione del parlamento stesso, a parte rare eccezioni (proprio come in Italia).

Foto: Eduskunta

domenica 3 gennaio 2010

I Sami




I Sami (sámit o sápmelaš in lingua autoctona) sono una popolazione indigena di circa 75.000 persone stanziata in un'area, al di sopra del circolo polare artico, da loro chiamata Sápmi, che si estende sul territorio di 4 stati, Russia, Finlandia, Svezia e Norvegia. I Sami hanno una loro storia, lingua, cultura, attività professionali, modo di vivere e identità del tutto originali. Nel Sápmi la popolazione Sami é cosí divisa: Norvegia (40.000 sami), Svezia (20.000), Finlandia (7.000) e Russia (2.000).


Generalmente sono conosciuti in italiano come Lapponi, sebbene oggigiorno il termine sia improprio, dal momento che tale aggettivo identifica tutti gli abitanti della Lapponia, includendo ad esempio i finlandesi, nella cui nazione la regione rappresenta una provincia amministrativa.


Il termine Lapponia pare possa derivare dal termine finlandese "lape" che significa periferia.


Le prime notizie attendibili su questo popolo risalgono al 1555 quando lo svedese Olaus Magnus pubblicò a Roma la "Historia de gentibus septentrionalibus". Negli antichi documenti ufficiali locali gli antenati dei sami vennero chiamati "lapponi".


Un "lappone" significava in Finlandia una persona che praticava le cosiddette "professioni lapponi" cioè l'allevamento di renne, la pesca e la caccia. Dediti al nomadismo, essi si spostavano con le loro abitazioni costituite da capanne coniche chiamate kota o da tende chiamate lavvu. La vita nomade é stata abbandonata a partire dagli anni ´50.
Le lingue sami appartengono al gruppo linguistico ugro-finnico, la cui letteratura era una volta esclusivamente orale, sebbene oggigiorno molte poesie e canti (lo joik) siano tradotti e pubblicati soprattutto nelle tre lingue sami principali (sami settentrionale, sami di Inari e sami skolt).
Le diverse varietà di lingua scritta (circa 10) si sono sviluppate a partire dal XVII secolo.
Sebbene la popolazione Sami non sia costituita in uno stato indipendente, al fine di rafforzarne l'identità nazionale e di preservarne gli aspetti culturali e tradizionali, il popolo Sami possiede un proprio organo rappresentativo, il parlamento Sami, una propria capitale, Karasjok (Norvegia), ed una propria bandiera. Esiste anche una radio in lingua sami e le tv di stato dei Paesi in cui i Sami sono presenti, trasmettono periodicamente delle trasmissioni in lingua sami. La festa nazionale Sami si festeggia il 6 febbraio.

martedì 22 dicembre 2009

Finlandia: treni in ritardo per la neve? Al massimo 5 minuti tre giorni all'anno


Dal Corriere della sera.

Finlandia: treni in ritardo per la neve? Al massimo 5 minuti tre giorni all'anno
Convogli e carrozze nuove e un'adeguata manutenzione della rete permettono di viaggiare con ogni clima
HELSINKI (FINLANDIA) - Proprio oggi, in Finlandia, vari treni sono stati soppressi o sono arrivati in ritardo. Problemi dovuti all'inverno scandinavo? Niente affatto. I macchinisti sono entrati in sciopero. Al di là di questo fatto contingente, i treni finlandesi (e anche quelli degli altri Paesi scandinavi) sia in estate che in inverno corrono veloci come fulmini. Come spiega Carola Björklöf, dell'Ufficio stampa delle Valtion rautatiet (le ferrovie statali finlandesi): «In Finlandia i treni hanno problemi dovuti alle basse temperature in media solo per 3-5 giorni all'anno. Il 30% dei treni, in questi 3-5 giorni, accumula dei ritardi di circa cinque minuti. Ovviamente, la media comprende anche i treni a lunga distanza come - per esempio - la tratta tra Helsinki e la Lapponia (800-1.000 km). L'efficienza della rete ferroviaria è dovuta a molti fattori: un parco locomotive e carrozze quasi tutte nuove che hanno, comunque, una manutenzione e un controllo quotidiano di tutte le parti «critiche», vale a dire riscaldamento e porte; rotaie e linee elettriche sono state costruite tenendo conto dell'inverno, della neve e del gelo; tutti gli scambi sono riscaldati e durante i mesi invernali vengono puliti ogni giorno con speciali attrezzature. In sintesi: la rete ferroviaria viene tenuta costantemente sotto controllo.
POCHI PROBLEMI - Quando fa molto freddo, con punte di 20-30 e anche più gradi sottozero e la neve è superiore ai 15 cm, i (pochi) treni vecchi hanno qualche problema in più, come ci conferma la signora Björklöf: « In genere, vi sono problemi ai freni a alle porte che si aprono e chiudono automaticamente. Riguardo al Pendolino, costruito dalla Fiat, i problemi sono scarsi: basta ridurre la velocità per superarli». In Finlandia quello che avviene per i treni (quasi sempre puntualissimi) si ripete per gli autobus e la circolazione su strada. Nonostante le forti nevicate (in inverno quasi quotidiane) una efficientissima rete di spazzaneve si mette in moto e ripulisce strade statali e vie cittadine in poco tempo.

martedì 24 novembre 2009

L'aurora boreale




Le aurore polari rappresentano sicuramente uno dei fenomeni più affascinanti ed allo stesso tempo impressionanti che si verificano sul nostro pianeta.


L'aurora boreale nel nostro emisfero e l'aurora australe nell'emisfero sud.


Il fenomeno è dovuto all'attività solare ed alla presenza del campo magnetico terrestre.


Nei lunghi inverni del nord della Finlandia e degli altri Paesi nordici, l'aurora boreale nel corso dei secoli ha condizionato la vita dei popoli che attribuivano tale "spaventoso" fenomeno ad attività soprannaturali piuttosto che a fenomeni fisici.


Gli antichi abitanti della Lapponia finlandese attribuivano il fenomeno dell'aurora boreale ad una gigantesca volpe che con la sua coda spazzava la volta celeste. Questa credenza ancora oggi si ritrova nel vocabolo che i finlandesi usano per indicare l'aurora boreale, revontulet, letteralmente "i fuochi della volpe".

sabato 26 settembre 2009

Inchiesta finlandese sui costi dei telefonini in Europa.

Caro, carissimo telefonino in Italia

L'Italia, si sa, è il "Paese dei telefonini": da noi ci sono 1,5 abbonamenti telefonici per ogni abitante. Ma è anche il Paese europeo dove fare una telefonata da un cellulare in abbonamento costa più che in quasi tutti gli altri Paesi della Ue.
A realizzare il confronto tra i prezzi è stata l'autorità finlandese per le telecomunicazioni, la Ficora, che ha analizzato le tariffe con contratti in abbonamento (escluse le pre-pagate) dei tre principali operatori di 19 Paesi europei: i maniaci italiani del cellulare, quelli che - in base ai tre profili presi in considerazione dai finnici - stanno sempre al telefono, spendono in media 201,68 euro al mese, quasi il doppio rispetto alla media dei Paesi presi in esame nello studio (106,71 euro). Un primato di cui non sentivamo certo il bisogno, per uscire dal quale - secondo il Consiglio nazionale degli utenti (organismo dell'Agcom) - bisogna puntare sempre più sulle tariffe flat e abolire quelle a consumo. "I dati emersi dallo studio della Ficora erano in parte già noti", affermano dal Cnu. "Così come il fatto che le compagnie hanno tutto l'interesse a mantenere la tariffazione a consumo per conseguire guadagni sempre maggiori". Dunque l'auspicio dal presidente Remigio Del Grosso è che "il recente intervento di Mr Prezzi sui costi degli sms sortisca qualche effetto, speriamo a breve perché le spese telefoniche sono di frequente incomprimibili per le famiglie italiane".Tornando alla ricerca finlandese, ecco le interessanti comparazioni tra Paesi basate su tre tipologie di consumatori. Il primo profilo è quello di un utilizzatore prudente, che in un mese fa 50 chiamate da 3 minuti ciascuna (per un totale di 150 minuti di conversazione) e invia 25 sms: la bolletta media mensile in Europa è in questo caso di 24,98 euro e in Italia sale a 32,09 euro. Si tratta del quarto prezzo più alto in una classifica guidata dalla Svizzera, dove i costi sono pari a 38,83 euro, cui seguono Francia (36,56 euro) e Irlanda (34,64 euro). Nel confronto con l'anno scorso il prezzo italiano è lievemente cresciuto: nel 2008, infatti, per lo stesso paniere di consumi si pagavano 31,93 euro, mentre rispetto a quattro anni fa si registra una flessione del 12,8%. L'unico altro Paese dove i costi sono aumentati rispetto al 2008 è proprio la Finlandia (da 12,74 a 13,08 euro), mentre al polo opposto della classifica brilla l'Islanda, dove si spendono appena 10,81 euro, contro i 24,19 dello scorso anno.Il ranking dell'Italia, nel caso del secondo profilo (100 chiamate da 3 minuti e 100 sms) è ancora peggiore: il costo mensile (62,83 euro) è infatti il secondo più alto dopo la carissima Svizzera (69,76) e pari a 20 euro in più rispetto alla media (42,10 euro). In questo caso il Paese più economico risulta il Regno Unito, dove si spendono appena 17,17 euro. A parziale consolazione, è da notare che rispetto allo scorso anno il prezzo è diminuito del 13,6%: in altri Paesi, però, la flessione sul 2008 è stata molto maggiore, con l'Islanda che sfoggia un -56,5% e la Spagna un -48,5%. Gli utenti italiani più sfortunati, tuttavia, sono appunto i veri e propri maniaci, quelli che stanno sempre con il telefonino - o l'auricolare, rigorosamente bluetooth - all'orecchio. Nel terzo profilo scelto dall'Autorità finlandese (100 chiamate da 10 minuti l'una, 200 sms e 50 Mb di dati scaricati), infatti, l'Italia conquista la palma di Paese più caro di tutti: la bolletta per l'utilizzatore "intensivo" è infatti pari a 201,68 euro, circa il doppio dei 106,71 euro della media europea e sei volte quello che si paga nel Paese, in questo caso, più virtuoso, vale a dire il Lussemburgo (34,65 euro). Molto staccato, tra l'altro, è il secondo Paese più caro, la Grecia, dove si sborsano 155,46 euro. Anche per il terzo profilo la Ficora segnala un deciso calo dei prezzi in Italia rispetto allo scorso anno (-14%), ma in molti degli altri Paesi la flessione è molto più consistente: basti pensare al -62% dell'Islanda o al -57% del Regno Unito.L'Autorità finlandese, infine, prende in esame anche un paniere di consumi di telefonia mobile a banda larga: in questo caso l'Italia recupera molte posizioni e si piazza sotto la media europea (34,95), con 29,61 euro al mese. La maglia nera stavolta spetta alla Francia, dove si spendono ben 66,80 euro, mentre quella rosa va alla Finlandia (9,84 euro al mese).Tra gli operastori nazionali, immediata la reazione di Telecom. "La nostra realtà è che con una spesa mensile di 80 euro, che può salire al massimo a 95 con glisSms e la trasmissione dati, diamo anche il telefono". E' così che il responsabile del mercato consumer di Telecom Italia, Fabrizio Bona, interpellato dall'Ansa, commenta lo studio dell'Autorità finlandese. "Quindi - osserva Bona - ci troviamo ben al di sotto dei dati forniti dall'Autorità finlandese e anche ben al di sotto della media europea".
Tratto dal Corriere della sera.

mercoledì 20 maggio 2009

Il campo da calcio


Il campo da calcio o campo di gioco è l'intera struttura destinata ad ospitare una partita di calcio.
Il terreno di gioco è delimitato con striscie bianche che segnano i limiti del campo stesso, delle due aree, del centrocampo, e dei calci d'angolo.

Al centro di ciascun lato minore del terreno di gioco sono situate le porte.
Le linee sono parte integrante del terreno di gioco. Esse possono essere tracciate con gesso bianco sui terreni in erba ed in terra battuta, con segatura nel caso di terreno bagnato, con polvere di carbone sui terreni innevati. Sui terreni in erba sintetica viene utilizzata una vernice bianca non tossica.
A causa delle origini inglesi del calcio e l'iniziale predominio dell'IFAB nello stilare le regole del gioco, le dimensioni standard di un campo di calcio sono in yards e hanno un equivalente approssimato in unità decimali.
La lunghezza del terreno di gioco in partite internazionali deve essere tra i 100 e i 110 metri, e la larghezza tra i 64 e i 75 metri. Per le altre partite i limiti sono un po' più elastici: dai 90 ai 120 metri di lunghezza e tra i 45 e i 90 metri di larghezza. Si adottano tuttavia molto spesso le indicazioni per le gare internazionali. Da qualche anno inoltre la FIFA ha consigliato le misure standard di 105 metri di lunghezza per 68 di larghezza.
Il terreno di gioco è diviso a metà, nel senso della lunghezza, dalla linea mediana. Con centro alla metà di questa linea si trova una circonferenza (cerchio di centrocampo) di raggio pari a 9,15 metri (10 iarde): da qui viene battuto il calcio d'inizio al cominciare dei due tempi di gioco, e ogni volta che viene segnato un gol. Quando una squadra batte il calcio d'inizio, l'avversario deve rimanere fuori dal cerchio di centrocampo.

Alle due estremità del terreno di gioco si trovano le porte. Queste sono composte da due pali verticali piazzati in maniera equidistante dalle bandierine d'angolo. I due pali distano tra di loro 7,32 metri e sono alti 2,44 metri. Una barra traversale, detta traversa, li congiunge alle estremità alte. Dietro la porta si trova una rete, che serve per trattenere il pallone e rendere certa la realizzazione di una rete. Le reti devono essere ben fissate ai pali, alla barra traversale, ed al terreno sottostante e possono essere di canapa, yuta, nylon od altro materiale approvato.
Sul terreno di gioco sono segnate anche due aree di rigore, intorno a ciascuna porta. Queste entrano nel terreno di gioco per 16,5 metri e distano la 16,5m da ciasun palo della porta. A 11 metri dal centro della linea di porta, all'interno dell'area, c'è il dischetto del rigore (usualmente un circolo, ma il regolamento prevede un "segno idoneo", cioè anche una croce ecc.). Se la squadra che attacca subisce fallo che comporta una punizione diretta dentro l'area, il calcio di rigore verrà battuto da questo dischetto. C'è poi l''area di porta detta anche area piccola, dove si posiziona il pallone in occasione del calcio di rinvio.

Ad ogni angolo del campo c'è un quarto di cerchio del raggio di un metro, detto area d'angolo, all'interno di questo viene posizionato il pallone nel calcio d'angolo.

venerdì 24 aprile 2009

Il 25 aprile, festa della liberazione.


Il 19 aprile 1945, mentre gli Alleati (Le truppe anglo-americane) avanzavano nella valle del Po, i partigiani su ordine del CLN (Il movimento partigiano, prima raggruppato in bande autonome, fu successivamente organizzato dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), guidato dal generale Raffaele Cadorna) diedero il via all'insurrezione generale. Dalle montagne, i partigiani confluirono verso i centri urbani del Nord Italia, occupando fabbriche, prefetture e caserme. Le formazioni fasciste e le truppe tedesche erano allo sbando.

Milano e Torino furono liberate il 25 aprile: questa data è stata assunta quale giornata simbolica della liberazione di tutta l'Italia dal regime nazifascista e, denominata Festa della Liberazione, viene commemorata annualmente in tutte le città italiane.
Le truppe alleate arrivarono nelle principali città liberate nei giorni seguenti. La liberazione di molte città, inclusi centri industriali di importanza strategica, prima dell'arrivo degli alleati rese l'avanzata di questi più rapida e meno onerosa in termini di vite e rifornimenti. In molti casi avvennero drammatici combattimenti strada per strada; i resti dell'esercito tedesco e gli ultimi irriducibili fascisti della Repubblica Sociale Italiana sparavano asserragliati in vari edifici o appostati su tetti e campanili su partigiani e civili. .
La notte tra il 25 e il 26 aprile 1945 Benito Mussolini, con i suoi gerarchi e famiglie pernotta a Grandola ed Uniti nell'hotel Miravalle nella frazione di Cardano.
Il 27 aprile 1945 Benito Mussolini, indossando la divisa di un soldato tedesco, fu catturato a Dongo, in prossimità del confine con la Svizzera, mentre tentava di espatriare assieme a Claretta Petacci. Riconosciuto dai partigiani, fu fatto prigioniero e giustiziato il giorno successivo 28 aprile a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como; il suo cadavere venne esposto impiccato a testa in giù, accanto a quelli della stessa Petacci e di altri gerarchi, in piazzale Loreto a Milano, dove fu lasciato alla disponibilità della folla, che infierì sul cadavere. In quello stesso luogo otto mesi prima i nazifascisti avevano esposto e dileggiato, quale monito alla Resistenza italiana, i corpi di quindici partigiani uccisi.
Il 2 maggio il generale britannico Alexander ordinò la smobilitazione delle forze partigiane, con la consegna delle armi.
La Resistenza aveva esaurito il suo compito.
Foto: Mussolini e la Petacci a piazzale Loreto (Milano)

venerdì 10 aprile 2009

Sega la vecchia

Una antica tradizione del periodo quaresimale, diffusa soprattutto in centro Italia, è il "sega la vecchia". Tradizione di origine contadina, vedeva un gruppo di attori improvvisati visitare le case dei dintorni inscenando una rappresentazione a carattere burlesco in cui un albero di quercia (rappresentato da una vecchia donna) veniva simbolicamente abbattuto e segato da due dei partecipanti (segantini), fino a risorgere tra canti, balli ed altre manifestazioni di gioia. Anticamente nelle piazze si rappresentava una vecchia tramite un fantoccio che veniva segato tra le urla e gli schiamazzi degli spettatori. Il rituale fu praticato in tutta l'Europa agricola in un periodo che va dal medioevo all'800.
La rappresentazione voleva essere un'allegoria del ritorno alla vita e della rinascita.
La tradizione in Umbria:
I segantini cercano una quercia da segare e si rivolgono a tutte le donne guardandole e trattandole come se fossero piante. L'unica quercia che fa al caso loro è la vecchia che si sono portati. Incominciano allora a segnarla e segarla, proprio come fanno i boscaioli con le piante...A lavoro finito però, alla porta di casa bussa un Vecchio, che cerca la moglie fuggita da casa. Inciampando sulla quercia si accorge che quella è proprio sua moglie. I segantini preoccupati di averla segata gli dicono che la vecchia è malata, e vedendolo preoccupato gli suggeriscono di chiamare il dottore e il farmacista per farla guarire. Alla fine la vecchia guarisce miracolosamente così il vecchio se la può portare di nuovo a casa.

martedì 31 marzo 2009

Alba ad Helsinki







Le Capitali d'Italia



Il 17 marzo del 1861, il primo Parlamento italiano riunito a Torino ratificava l'avvenuta unità del Paese e proclamava Vittorio Emanuele II di Savoia Re d'Italia. Il 26 marzo successivo, il Parlamento approvava un ordine del giorno che auspicava Roma capitale d'Italia. All'unità del Paese mancavano ancora le regioni nord orientali , in mano all'Austria e soprattutto il Lazio con Roma. Nel 1861 la Capitale del neonato Regno d'Italia era quindi la sabauda Torino, città che allora contava circa 175.000 abitanti, e lo resterà fino al 1865. Torino nel XVI sec. divenne la capitale del Ducato di Savoia, sino ad allora la capitale era stata Chambery, attualmente in Francia, e nel 1713, quando i Duchi di Savoia ottennero il Titolo di Re, prima di Sicilia e poi di Sardegna, la città di Torino diventò capitale di un Regno. Nel 1865, per motivi di opportunità politica, la Capitale del Regno d'Italia fu spostata da Torino a Firenze. La splendida città toscana era una tappa verso la definitiva sede della Capitale italiana che ancora era in mano al Papato sotto la protezione di Napoleone III. Nel 1870 Napoleone III perse il potere ed il 20 settembre, dopo un ultimo tentativo di arrivare ad un accordo pacifico con il Papa, le truppe italiane al comando del Generale Cadorna entrarono in Roma attraverso la famosa breccia di Porta Pia. Roma era stata conquistata! Il 3 luglio del 1871, il Re fece la sua entrata solenne nell'Urbe che divenne la terza e definitiva Capitale dell'Italia.


Foto: Camillo Benso conte di Cavour

sabato 28 marzo 2009

Pietà Rondanini


La Pietà Rondanini, così chiamata dal nome di uno dei proprietari, è considerata l'ultima opera scolpita da Michelangelo. La scultura raffigura, in uno schema alquanto insolito, Maria e Gesù in piedi, con la Madre in atto di sostenere a fatica il corpo morto del Figlio. La base della scultura è un'ara funeraria romana della fine del I secolo d.C., forse rimaneggiata in età rinascimentale, che reca le effigi dei coniugi Marco Antonio e Giulia Filumena Asclepiade. Michelangelo tornò a più riprese a lavorare intorno al soggetto della Pietà; oltre alla prima, conservata a S. Pietro abbiamo, in ordine di tempo la Pietà di Palestrina poi quella del Duomo di Firenze e in ultimo la Pietà Rondanini.
Nella sua continua ricerca tecnica ed espressiva, il Maestro approfondisce i temi della morte e del dolore collegati al messaggio cristiano della risurrezione del Cristo e della salvezza.

La Pietà Rondanini, attualmente conservata nel Castello Sforzesco di Milano, fu donata da Michelangelo ad Antonio del Francese. Nel 1744 la statua fu acquistata dai marchesi Rondanini, e fu conservata per molto tempo nella biblioteca di palazzo Rondanini a Roma in via del Corso.

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Helsinki, Finland
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